I dati ottenuti nel 2018 risultano ancora più performanti: grazie alla possibilità per le compagnie aeree di percorrere su rotte più efficienti, risulta che le distanze percorse dagli aerei nell’ultimo anno siano diminuite di 12 milioni di Km con una conseguente riduzione di 43 milioni di kg di carburante e circa 135 milioni in meno di emissioni di CO2.

Garantire la sicurezza a centinaia di milioni di passeggeri che ogni anno decollano e atterrano nei cieli e negli aeroporti nazionali oltre ad essere la mission di ENAV rappresenta il più importante contributo alla sostenibilità. Solo sulla safety ENAV investe più di 85 mln Euro l’anno, mentre le ore di addestramento raggiungono circa 200.000 ore annue.

Accanto alla safety, nella mission di ENAV trova spazio la necessità di garantire alle compagnie aeree di poter volare con puntualità e con rotte efficienti in grado di ridurre i tempi di percorrenza e consentire minori consumi e dunque minori emissioni di CO2. Iniziative come il Flight Efficiency Plan (FEP) sviluppato in Italia negli ultimi 10 anni, vanno proprio in questa direzione, garantire cioè alle compagnie aeree (e a tutta la comunità in generale) di beneficiare, con profili di volo sempre più efficienti, di rotte dirette con effetti positivi su costi, consumi ed emissioni nocive.

All’interno di questo piano di efficientamento delle rotte, a dicembre 2016, con un anticipo di 5 anni sul termine definito dalla regolamentazione europea del Single European Sky, ENAV ha implementato il Free Route Italy, un rivoluzionario progetto che ha reso possibile per tutti i velivoli in sorvolo ad una quota superiore ai 9.000 metri, di attraversare i cieli italiani con un percorso diretto senza far più riferimento ad un preciso network di rotte. Grazie al Free Route, nel 2017, è stato possibile generare un risparmio annuo di circa 30 milioni di kg di carburante pari a circa 95 milioni Kg di CO2 che non sono stati dispersi nell’ambiente. I dati ottenuti nel 2018 risultano ancora più performanti: grazie alla possibilità per le compagnie aeree di scegliersi rotte più efficienti, risulta che le distanze percorse dagli aerei nell’ultimo anno siano diminuite di 12 milioni di Km con una conseguente riduzione di 43 milioni di kg di carburante e circa 135 milioni in meno di emissioni di CO2.

Tutte queste rivoluzionarie innovazioni operative sono state avviate senza compromettere un primato che ormai la società detiene da diversi anni in Europa tra i principali ANSP (Air Navigation Service Provider)1: ovvero la capacità di ridurre al minimo i ritardi che dipendono dal controllo del traffico aereo, con grandi benefici per i vettori, ma in generale per tutti gli utenti del trasporto aereo nel nostro Paese, oltre che con un impatto non irrilevante sul consumo di carburante e sulle conseguenti emissioni di CO2. Il percorso intrapreso da ENAV nell’ambito della corporate social responsibility parte dunque da lontano ed è incentrato su questi aspetti. Accanto ad essi si è poi sviluppato un sistema di indicatori (consultabile alla fine di questo documento) in grado di consentire alla società non solo di essere compliant alla normativa (D.Lgs. 254/2016) ma anche di avere un tableau de bord che rispecchiasse, in modo oggettivo, punti di forza e criticità. Il lavoro sugli indicatori ha reso evidente quanto fosse necessario andare oltre la compliance normativa per sviluppare un approccio virtuoso alla sostenibilità. Se infatti l’obiettivo finale dell’impresa è creare valore, i processi sottostanti devono essere sostenibili, ossia durevoli nel tempo in quanto capaci di coinvolgere e remunerare i vari stakeholder che apportano risorse funzionali al successo duraturo dell’organizzazione. Questo significa che tali processi devono consolidare il business proteggendo gli interessi degli stakeholder da eventuali danni di immagine e reputazione.

Sulla base di questi principi, si è dunque avviato un percorso che è stato definito “dalla compliance alla creazione di valore” il cui obiettivo ultimo, in un futuro non troppo lontano, è la completa integrazione tra la sostenibilità e le strategie aziendali.

Il percorso si è sviluppato attraverso quattro driver principali: un chiaro e deciso committment da parte dei vertici aziendali, la costruzione di una struttura organizzativa dedicata alla CSR (in grado di definire gli obiettivi e seguire il deployment dei progetti), l’avvio di un percorso di change management incentrato anche sulla cultura della sostenibilità e l’introduzione di sistemi di misurazione e incentivazione dedicati alla sostenibilità.

Sulla base di queste 4 linee di azione e con l’obiettivo di raggiungere la completa integrazione tra le strategie aziendali e la sostenibilità, nel corso dell’anno si sono sviluppate una serie di iniziative e progetti che hanno consentito all’azienda di ridisegnare il proprio approccio alla sostenibilità. Tra le iniziative sviluppate vale la pena citare:

Dalla compliance alla creazione di valore

Dalla compliance alla creazione di valore